Le Fondazioni A2A
19 Febbraio 2024

Centrale idroelettrica Fraele

2016
Quadri della centrale idroelettrica AEM di Fraele

Francesco Radino – © Archivio storico fotografico FAEM

“Quando vidi le prime turbine rimasi come folgorato: erano macchine enormi, nere, lucenti. Se ne stavano ordinatamente in fila, ronzando all’infinito come giganteschi calabroni operosi governati da una volontà invisibile.

Mi capitò in seguito di imbattermi in altri prodigiosi macchinari: erano aerei, navi, treni e motori costruiti dentro rumorosi edifici industriali popolati da robots infaticabili che scandivano i tempi di quello che noi chiamiamo progresso.

Con questi oggetti ho scambiato qualche sguardo amichevole; mi è sembrato alle volte che fossero stupiti che li osservassi per la loro sola bellezza, altre volte cercavano di assumere ‘le physique du rol’, altre volte ancora ridacchiavano di nascosto per essere stati scoperti”.

Francesco Radino ricordò così il senso di meraviglia di fronte alla scoperta del patrimonio industriale, quando insieme a Gianni Berengo Gardin e Gabriele Basilico per conto di AEM documentarono per la prima volta a metà degli anni Ottanta le centrali elettriche in Alta Valtellina e gli impianti energetici milanesi, regalando campagne fotografiche e pubblicazioni ancora oggi di riferimento per la storia d’impresa.

A distanza di più di dieci anni dall’ultima campagna fotografica dell’azienda, nel 2016 Fondazione AEM affidò a Radino per la sua mostra annuale di elaborare una nuova proposta innovativa, al fine di dare evidenza sia al prestigioso patrimonio conservato, sia a nuove campagne fotografiche sugli edifici e gli impianti simbolo del Gruppo A2A, riannodando così i fili di una tradizione documentaria che da sempre ha connesso tutte le fasi evolutive dell’impresa e arricchendo l’archivio di nuove immagini e contenuti.

Oltre alla rappresentazione dei principali edifici rappresentativi delle ex municipalizzate di Milano e Brescia, si inserirono per la prima volta in archivio nuove architetture e luoghi: dall’impianto idroelettrico di Somplago, alla maestosa centrale ex Enel di Monfalcone, fino alle più remote centrali idroelettriche della Calabria di Timpagrande e Calusia, confluirono così tessere variopinte di un mosaico comune, appartenenti non più solo ai territori di riferimento e delle singole aziende ma all’epico racconto dell’industria elettrica italiana.

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